
Passaggio Generazionale
Donazione e successione d'azienda: aliquote, franchigie ed esenzione fiscale
Donazione e successione d'azienda: come cambiano aliquote e franchigie per grado di parentela, quali trasferimenti sono esenti e cosa prevede la norma.
Passaggio generazionale d'impresa: perché conviene pianificare prima
L'Italia è un paese di piccole e medie imprese, in gran parte familiari. Statistiche richiamate da Lexia indicano che un quarto dei loro leader ha più di 70 anni, dato stabile negli ultimi anni. L'allungamento dell'aspettativa di vita e la scarsità di soluzioni di successione esterna rendono il passaggio generazionale un tema operativo, non rinviabile.
Il nodo principale è il costo fiscale del trasferimento. Le imposte su successioni e donazioni possono pesare molto su eredi e beneficiari, spingendoli talvolta a vendere o frazionare l'impresa per reperire la liquidità necessaria a pagarle (Lexia). La pianificazione anticipata neutralizza questo rischio: permette di scegliere in tempo il beneficiario, il bene da trasferire e lo strumento giuridico.
Sul piano civilistico e fiscale gli strumenti sono due: la donazione, trasferimento tra vivi, e la successione, trasferimento a causa di morte. A questi si affianca il patto di famiglia, che la prassi notarile tratta insieme alla donazione d'azienda. Decidere prima significa graduare il trasferimento nel tempo, verificare franchigie ed esenzioni applicabili e non gestire tutto all'apertura della successione.
Statistiche chiave sul passaggio generazionale in Italia
- Numero di PMI italiane a gestione familiare
- Gran parte delle PMI italiane
- Aliquota standard per donazioni tra fratelli
- 6%
Donazione d'azienda e successione: cosa cambia davvero
La donazione è il contratto con cui il donante, per spirito di liberalità, dispone di un proprio diritto o assume un'obbligazione arricchendo il donatario senza chiedere nulla in cambio. Non prevede controprestazione e richiede l'accettazione del donatario, che deve acquisire il bene nel proprio patrimonio. Tra donante e donatario può esserci o non esserci un legame di parentela, e questo incide sul regime di tassazione.
La successione opera per causa di morte, senza atto di liberalità tra vivi. La differenza non incide però sulle agevolazioni: la norma prevede l'esenzione per i trasferimenti d'impresa sia per l'eredità sia per la donazione, a favore del coniuge e dei discendenti (Lexia). Anche la guida di ProntoProfessionista lo conferma: in caso di trasferimento per causa di morte si applicano le stesse agevolazioni previste per le donazioni.
La donazione si distingue poi in diretta e indiretta. La forma dell'atto pubblico non è necessaria quando le parti usano altre figure giuridiche, come il contratto a favore di terzo o l'accollo del debito altrui, né quando l'oggetto è costituito da beni mobili di modico valore. La donazione indiretta, precisa la fonte notarile, è tassata nelle stesse forme della donazione diretta: cambiare l'involucro giuridico non cambia il trattamento fiscale.
Le imposte da mettere in conto
Il trasferimento a titolo gratuito non è coperto da una sola imposta: la tassazione si articola in più tributi, calcolati applicando le aliquote di legge alla base imponibile, di norma il valore del bene. Le voci da considerare sono l'imposta su successioni e donazioni, l'imposta di registro e, quando l'oggetto comprende immobili, le imposte ipotecaria e catastale (notaiotassitani.it).
Per la base imponibile delle donazioni interviene l'articolo 56 del TUS, che rinvia a regole proprie per la valutazione.
L'importo finale dipende da tre variabili da verificare separatamente: il tipo di bene trasferito, il rapporto di parentela tra donante o defunto e beneficiario e il valore imponibile. Una fonte notarile indica, per le donazioni immobiliari, l'imposta ipotecaria con aliquota del 2% e l'imposta catastale.
Quanto all'oggetto, il trattamento cambia se si trasferiscono aziende o rami d'azienda, partecipazioni societarie (di capitali o di persone) oppure immobili strumentali. È la combinazione tra natura del bene e rapporto di parentela a determinare se si applica l'imposta ordinaria, una franchigia o l'esenzione per i beni d'impresa.
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Ultimo aggiornamento: 2026-10-09.
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Aliquote e franchigie: quanto si paga in base al beneficiario
Aliquote e franchigie del tributo su successioni e donazioni dipendono dal grado di parentela tra chi riceve e chi dona o lascia i beni (Agenzia delle Entrate). Per coniuge e parenti in linea retta l'aliquota è del 4%, sul valore eccedente 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Per fratelli e sorelle è del 6%, sul valore eccedente 100mila euro per ciascun beneficiario.
Per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta e gli affini in linea collaterale fino al terzo grado si applica il 6% sull'intero valore, senza franchigia. Per le altre persone l'aliquota è dell'8% sull'intero valore.
Per i beneficiari portatori di handicap grave esiste una franchigia rafforzata: l'imposta si applica solo sulla parte del valore della quota che supera 1.500.000 euro, a prescindere dal grado di parentela.
Un genitore dona al figlio beni per 1.500.000 euro: la franchigia di 1 milione lascia imponibile 500.000 euro, sui quali al 4% l'imposta è 20.000 euro. Se il beneficiario è un fratello e il valore donato è 200.000 euro, la franchigia di 100mila lascia imponibile 100.000 euro e l'imposta al 6% è 6.000 euro.
Se il beneficiario è un parente fino al quarto grado o un affine nei gradi indicati, sullo stesso valore di 200.000 euro si applica il 6% senza franchigia, cioè 12.000 euro; se è una persona estranea, l'8% comporta 16.000 euro. Questi importi vanno confrontati con l'esenzione per i beni d'impresa, che può azzerare l'imposta.
Aliquote e franchigie per successioni e donazioni in base al rapporto di parentela
- Altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e collaterale fino al terzo grado6% sull'intero valore, senza franchigia
- Persone estranee8% sull'intero valore
- Portatori di handicap grave4% solo sulla parte oltre 1.500.000 €, indipendentemente dal grado di parentela
Esenzione per aziende e partecipazioni donate o ereditate
L'esenzione dal tributo su successioni e donazioni per il trasferimento di determinati beni aziendali a discendenti e coniugi è nell'articolo 3, comma 4-ter, del D.Lgs. n. 346/1990.
Nasce su raccomandazione dell'Unione Europea: le Raccomandazioni della Commissione n. 94/1069/CE del 1994 e n. 98/C 93/02 del 1998 invitavano gli Stati membri a ridurre il carico fiscale sui trasferimenti diretti e indiretti di aziende e rami d'azienda. L'obiettivo era non compromettere la continuità delle realtà aziendali che, donate o ereditate, avrebbero potuto essere trasferite a terzi o liquidate per pagare le imposte.
L'esenzione riguarda il trasferimento, tramite eredità o donazione, di aziende, rami d'azienda e partecipazioni societarie, in società di capitali o di persone, ed è destinata ai discendenti (figli, nipoti, ecc.) o al coniuge del defunto o del donante.
Le condizioni cambiano in base al tipo di partecipazione. Per le partecipazioni in società di capitali, il beneficiario — erede o donatario — deve acquisire il controllo della società ai sensi dell'articolo 2359, comma 1, del codice civile, oppure consolidare il controllo già detenuto. Deve inoltre impegnarsi a mantenerlo per cinque anni dal trasferimento. Per le altre partecipazioni, ad esempio in società di persone, deve impegnarsi a mantenere la proprietà delle quote per almeno cinque anni dall'operazione.
Vantaggi e limiti dell'esenzione fiscale per trasferimento d'azienda
- ProEsenzione totale dall'imposta su successioni e donazioni per aziende, rami d'azienda e partecipazioni societarie trasferite a coniuge o discendenti
- ProIncentiva la continuità aziendale familiare evitando liquidazioni forzate per pagare imposte
- ControObbligo di mantenere il controllo della società per almeno 5 anni dal trasferimento
- ControRichiede documentazione dettagliata e monitoraggio continuo durante il periodo quinquennale
Adempimenti pratici: dal rogito alla dichiarazione
Il contratto di donazione deve essere stipulato nella forma dell'atto pubblico da un notaio e con la presenza di due testimoni, come prevede il codice civile; il donatario deve accettare per acquisire il bene nel proprio patrimonio. La forma pubblica non è richiesta per la donazione indiretta realizzata con altre figure giuridiche, né per le donazioni di beni mobili di modico valore, ma il trattamento fiscale resta quello della donazione diretta.
Sul piano operativo il percorso si articola in passaggi verificabili. Il primo è la scelta dell'atto: donazione diretta, donazione indiretta o successione. Seguono redazione e accettazione, registrazione dell'atto, presentazione della dichiarazione di successione quando il trasferimento avviene per causa di morte, conservazione della documentazione societaria e fiscale.
Il notaio redige l'atto e ne cura la forma; il consulente fiscale interviene sulla valutazione dei beni, sull'imposta dovuta e sul monitoraggio del vincolo quinquennale.
Per interpretare il regime fiscale di successioni, donazioni e altri atti a titolo gratuito un riferimento è la circolare dell'Agenzia delle Entrate del 22 gennaio 2008 n. 3. La documentazione da conservare deve essere coerente con le condizioni richieste: atto di trasferimento, eventuale impegno al mantenimento del controllo o della proprietà per cinque anni, risultanze societarie idonee a dimostrare l'acquisizione o il consolidamento del controllo.
Passaggi pratici per la donazione o successione d'azienda
- Scelta dello strumentodonazione diretta, donazione indiretta o successione
- Redazione dell'atto da parte del notaio e accettazione del beneficiario
- Registrazione dell'atto e pagamento delle imposte accessorie (registro, ipotecaria, catastale)
- Presentazione della dichiarazione di successione (se applicabile)
- Conservazione della documentazione societaria e fiscale
- Monitoraggio del vincolo quinquennale e verifica della continuità del controllo
Checklist per non perdere l'agevolazione
Prima dell'atto, verificare il grado di parentela tra chi riceve e chi dona o lascia i beni: da esso dipendono aliquota e franchigia. Le soglie sono 4% oltre 1 milione per coniuge e linea retta, 6% oltre 100mila per fratelli e sorelle, 6% senza franchigia per gli altri parenti fino al quarto grado e gli affini indicati, 8% per le altre persone, 1,5 milioni per i portatori di handicap grave.
Distinguere poi con precisione l'oggetto del trasferimento tra azienda o ramo d'azienda, partecipazione societaria e immobile, perché il trattamento cambia. Calcolare la base imponibile secondo le regole dell'articolo 56 del TUS.
Sul fronte dell'esenzione: confermare che i beneficiari siano il coniuge o i discendenti; per le partecipazioni in società di capitali documentare l'acquisizione del controllo ai sensi dell'articolo 2359, comma 1, del codice civile o il consolidamento del controllo già detenuto; per le altre partecipazioni documentare la proprietà delle quote. In entrambi i casi il vincolo da presidiare dura un quinquennio dal trasferimento, con impegno formale del beneficiario.
Dopo l'atto: conservare la documentazione che prova il rispetto delle condizioni per l'intero quinquennio, monitorare eventuali variazioni della compagine societaria che possano far venir meno il controllo e prestare particolare attenzione alle donazioni indirette e agli atti collegati, tassati con le stesse forme della donazione diretta e capaci di incidere sulla ricostruzione del trasferimento complessivo.
Checklist per ottenere l'esenzione fiscale nel passaggio generazionale
- Verificare il grado di parentela tra donante/defunto e beneficiario
- Distinguere tra azienda, ramo d'azienda, partecipazione societaria o immobile
- Calcolare la base imponibile secondo l'articolo 56 del TUS
- Assicurarsi che il beneficiario sia coniuge o discendente
- Documentare l'acquisizione o il consolidamento del controllo per le società di capitali (art. 2359 c.c.)
- Garantire la proprietà delle quote per almeno 5 anni nel caso di società di persone
- Conservare tutta la documentazione per il periodo quinquennale


