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Finanza Crescita

Valutare il merito creditizio di una PMI: documenti e indicatori

Il merito creditizio misura l'affidabilità economica di un soggetto nel restituire un finanziamento alle condizioni concordate.

Questo è uno pseudonimo editoriale della testata, non una dichiarazione di identità personale verificata in modo indipendente. Firma editoriale originale: Redazione Finanza.

Che cos'è il merito creditizio di una PMI e perché non è una fotografia statica

Il merito creditizio misura l'affidabilità economica di un soggetto nel restituire un finanziamento alle condizioni concordate. Per la Banca d'Italia è un elemento fondamentale nel processo decisionale degli istituti di credito. Questi sono tenuti per legge a verificare la capacità del richiedente di sostenere l'onere del debito prima di concedere qualsiasi forma di prestito. Per una PMI non è un giudizio una tantum: è un asset intangibile in continuo aggiornamento.

Per le imprese, il merito creditizio si rafforza con la regolarità nel rispetto degli impegni finanziari, la solidità patrimoniale, l'evoluzione positiva dei ricavi e degli utili, una gestione efficiente della liquidità e un rapporto equilibrato tra capitale proprio e indebitamento.

Come valutano le banche una richiesta di credito alle PMI

Prima di concedere liquidità, le banche valutano prospettive e rischi. L'affidabilità creditizia misura capacità e volontà di un debitore di rimborsare un prestito secondo i termini concordati. Si basa su un'analisi quantitativa e qualitativa che culmina nel rating creditizio, un punteggio numerico elaborato da sistemi di informazione creditizia (SIC) come CRIF.

Il SIC è solo una delle fonti. Le banche integrano questi dati con informazioni interne sul rapporto con il cliente, banche dati pubbliche e dati forniti direttamente dal cliente, come reddito, tipologia contrattuale e altri elementi utili.

I sistemi di rating interni delle banche per il rischio di credito delle controparti si basano su alcuni fondamentali. Un punteggio a basso rischio di insolvenza favorisce condizioni di finanziamento più vantaggiose, tassi d'interesse inferiori e importi erogabili maggiori. Un punteggio ad alto rischio può portare al rifiuto della richiesta o a condizioni più onerose.

Un esempio di rating commerciale è B1, associato a rischio basso.

La facilità di accesso al credito dipende anche da affidabilità economico-finanziaria, presenza di garanzie, solidità del progetto imprenditoriale, tipologia e importo del finanziamento richiesto.

Documenti da preparare per la richiesta di finanziamento

Una documentazione finanziaria incompleta o inadeguata limita molto l'accesso a finanziamenti a condizioni vantaggiose. Per una PMI è utile predisporre un fascicolo ordinato. Inserire i bilanci depositati degli ultimi esercizi e una situazione contabile infrannuale aggiornata.

Aggiungere il dettaglio dei debiti e delle linee di credito in essere, il prospetto dei flussi di cassa previsti e il business plan con investimento, tempi e ricavi attesi. Completano il fascicolo l'elenco delle garanzie disponibili e le informazioni sulla puntualità nei pagamenti.

Per l'impresa, i dati contabili devono essere coerenti con il rapporto bancario e le centrali rischi. Presentare un quadro debitorio completo e spiegare eventuali anomalie riduce il rischio di valutazioni basate su informazioni parziali.

Indicatori economico-finanziari che pesano sul giudizio

Gli indicatori economico-finanziari che pesano sul giudizio non vanno letti in modo isolato. La banca li interpreta in chiave prospettica, confrontandoli con l'andamento storico e con il settore.

La solidità patrimoniale emerge dal rapporto tra patrimonio netto e totale dei debiti. L'equilibrio capitale proprio/indebitamento segnala il grado di dipendenza da finanziamenti esterni. La liquidità misura la capacità di far fronte agli impegni di breve periodo.

L'evoluzione di ricavi e utili mostra la tendenza della gestione. La capacità di rimborso si lega ai flussi di cassa generati. Una scarsa patrimonializzazione è un ostacolo rilevante per l'accesso al credito.

Tra gli indicatori comunemente usati dalle banche figurano il rapporto tra debiti finanziari e patrimonio netto, il rapporto tra debiti e EBITDA, il current ratio e il rapporto tra flussi di cassa e rate di rimborso. Non esistono soglie universali. Coerenza e tendenza di questi valori nel tempo contano più di un singolo dato.

Per la sostenibilità del debito si guarda anche all'indice di sostenibilità del debito e all'adeguatezza dei flussi di cassa prospettici. Tra gli indicatori di allerta figurano l'esposizione verso il Fisco o l'INPS e un patrimonio netto negativo o fortemente ridotto.

Segnali qualitativi e criticità che abbassano il merito creditizio

Ritardi nei pagamenti, utilizzi eccessivi delle linee di credito e insolvenze peggiorano il profilo di rischio percepito dagli istituti finanziatori. La presenza di protesti o segnalazioni negative è un elemento critico. Al contrario, l'assenza di protesti, una buona puntualità nei pagamenti e una reputazione positiva sono fattori favorevoli.

Altri segnali che abbassano il merito creditizio sono scarsa patrimonializzazione, insufficiente storicità creditizia e documentazione finanziaria incompleta. La solidità del progetto imprenditoriale è un ulteriore criterio. Un progetto non coerente con la capacità di rimborso o privo di informazioni chiare indebolisce la richiesta.

Fattori che migliorano o penalizzano il merito creditizio

  • Fattori favorevoliPuntualità nei pagamenti, assenza di protesti, buona reputazione, documentazione completa, solidità del progetto imprenditoriale
  • Fattori sfavorevoliRitardi nei pagamenti, utilizzi eccessivi delle linee di credito, insolvenze, patrimonio netto negativo, esposizione verso Fisco/INPS, documentazione incompleta

Come rendere più solida la posizione della PMI

Per migliorare la bancabilità occorre agire sugli stessi fattori che pesano sul rating. Monitorare periodicamente solidità patrimoniale, indebitamento, liquidità, ricavi, utili e puntualità nei pagamenti. Ridurre l'indebitamento eccessivo, evitare utilizzi fuori misura delle linee di credito e rispettare le scadenze rafforza il profilo.

Curare la documentazione è altrettanto concreto. Aggiornare il fascicolo e mantenere un rapporto trasparente con la banca, fornendo dati aggiornati e spiegando eventuali criticità, consente all'istituto di valutare correttamente il rischio.

Sul costo del finanziamento, secondo la Banca d'Italia, il costo medio dei nuovi prestiti alle imprese è salito al 3,6%. L'aumento è più marcato sui finanziamenti fino a 1 milione di euro, tipici delle PMI.

Checklist operativa prima di presentare la richiesta

Prima di presentare la richiesta, verificare che ogni voce del fascicolo sia aggiornata, completa e coerente con i dati bancari e le centrali rischi. Non devono mancare bilanci depositati, situazione contabile infrannuale, dettaglio dei debiti e delle linee di credito, prospetto dei flussi di cassa, business plan, elenco delle garanzie e informazioni sulla puntualità nei pagamenti.

Controllare che gli indicatori economico-finanziari (patrimonio netto, rapporto capitale proprio/indebitamento, liquidità, trend di ricavi e utili, capacità di rimborso) siano coerenti nel tempo. Preparare una spiegazione per eventuali criticità, come ritardi pregressi o calo del fatturato. Verificare infine che l'importo richiesto sia proporzionato alla capacità di rimborso e alla solidità del progetto.

Controllare anche l'indice di sostenibilità del debito e l'adeguatezza dei flussi di cassa prospettici. Verificare l'esposizione verso il Fisco o l'INPS e che il patrimonio netto non sia negativo o fortemente ridotto.

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